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IL TAILLEUR GRIGIO di A. Camilleri
Nel corso della sua lunga, sfolgorante carriera di alto funzionario di
banca, Febo Germosino ha ricevuto tre lettere anonime. Adesso, nel primo
giorno della sua nuova vita da pensionato, le ha allineate davanti a sé.
Le prime due sono vecchie di decenni, l'ultima è recente e insinua dubbi
sulla fedeltà della sua giovane e bellissima seconda moglie, Adele. È
lei la protagonista di questo romanzo, una splendida femme fatale che
ama indossare un apparentemente castigato tailleur grigio. Un vestito
che per lei ha un profondo significato simbolico. Un significato che
sarebbe stato molto meglio non conoscere mai... La letteratura di
Camilleri è ricchissima di figure femminili, sempre seguite con una
partecipazione amorevole, una sorta d'indulgente, quasi sorniona,
profonda adesione alle loro carnali debolezze, una incuriosita
attenzione all'attimo del cedimento, quando i freni inibitori si
allentano per passione, per vendetta, per un semplice capriccio; per un
attimo o per sempre; per malizia, per calcolo o per esplosione dei
sensi. In queste pagine del più "francese" dei suoi romanzi, in questa
affascinante, temibile Adele accarezzata dalla scrittura come da mani
appassionate e al tempo stesso intimorite, si sentono echi di Maupassant,
del Pierre Louys di "La donna e il burattino" e di tutti i classici
della letteratura e del noir che ci hanno fatto sognare su certe dark
ladies tanto incantevoli da amare nella finzione quanto pericolose da
incontrare nella realtà.
ALLIGATORI AL PARINI di G. Cardaci
"Ma li hai liberati tu?" "Chi?" "Come chi? Al Parini! Ho letto sul
giornale che al tuo liceo sono stati liberati alcuni alligatori..."
Questo curioso scambio si svolge - in una delle pagine più surreali e
divertenti di questo libro in realtà assai poco surreale - fra un nonno
e suo nipote il 18 ottobre 2004. Quel giorno, e per molti altri
successivi, gli studenti dello storico liceo classico milanese
intitolato al poeta delle Odi non poterono fare lezione perché la loro
scuola era stata completamente allagata. E i responsabili - gli
alligatori - erano cinque studenti sedicenni come tanti, in fuga da un
compito di greco o dalla noia di una vita troppo sazia. Con freschezza e
ironia, senza moralismi, il giovanissimo autore di questo libro ci
racconta passo dopo passo quelle giornate finite sulle pagine di cronaca
di tutti i quotidiani, e insieme dà voce a una folla di studenti
secchioni o lavativi, di professori serissimi o ridicoli, di genitori
ansiosi, di bidelli pigri e divertiti che diventano i protagonisti di un
vivacissimo romanzo sulla scuola di oggi. Leggendo queste pagine - che
riflettono sulla vita e sulle sue storture con la levità e l'entusiasmo
che forse tanti di noi hanno perduto -, scopriremo che se anche ai
bigliettini di carta con i suggerimenti si sono sostituiti gli SMS, se
anche i vecchi "voti" oggi sono chiamati "crediti formativi", il compito
dei ragazzi, vegliati da chi li accompagna, rimane lo stesso: diventare
grandi, capire il mondo e se stessi.
IL VOLTO DI GESU' di F. Caroli
Dalla prima immagine di Gesù (un graffito/caricatura in una catacomba
romana, in cui viene ritratto con il busto di un asino), alle toccanti
raffigurazioni paleocristiane, alle immagini del cristianesimo
ortodosso, a Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Grünewald,
Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, Rembrandt, Velazquez, Tiepolo, fino
a Gauguin, Warhol, e al cinema di Pasolini, Zeffirelli, Olmi: in questo
percorso cronologico Flavio Caroli ci mostra come nei secoli la fantasia
umana ha raffigurato l'immagine "fantasma" del Cristo. Ci svela perché,
per esempio, Gesù venne ritratto con la barba solo a partire dal IV
secolo, ci spiega le ragioni e le conseguenze della rigorosa dottrina
iconoclasta della Chiesa d'Oriente, e ci racconta la rivoluzionaria
rottura operata dal protestantesimo nell'iconografia tradizionale.
IL SAPORE DELLE FRAGOLE di P. Delerm
Stèphane, giovane scrittore parigino, ritorna al sud, alla casa della
nonna, nella campagna che fece da cornice alle sue lunghe e spensierate
estati di bambino, fra giochi, feste di paese e allegre pedalate.
Rivedere quei luoghi per dare l'ultimo addio all'anziana parente Io
riporta con la memoria al gusto di certi attimi, al brivido o alla
carezza di certe emozioni. Solo, nella penombra delle mura ancora
profumate di lavanda e di torte appena sfornate, rivive sensazioni di un
passato ancora ben presente: il tocco vellutato delle albicocche, la
visione luminosa delle vigne cariche di grappoli, il bagno nel verde
gelido della Garonna, il sapore fresco delle marmellate preparate dalla
mamma... Ma tutto cambia o è già cambiato. La casa, scrigno di ricordi,
verrà venduta; il castello abbandonato, meta di sfide tra ragazzini, ha
perduto gran parte del suo fascino misterioso, passando nelle mani di
una famiglia borghese; e la cugina Sylvie, antica compagna di
scorribande e segreto oggetto del suo amore adolescenziale, era sta per
sposare un altro. Un tuffo in un tempo tento e lontano, sospeso in
un'aura magica, che Delerm riesce come sempre a pennellare con sfumature
sapienti e suggestive.
HITLER di G. Genna
Chi è lui? Chi lo ha generato davvero? Suo padre Alois Hitler,
funzionario di dogana austriaco, se lo chiederà sempre. E senza
risposta, perché nemmeno sul letto di morte la madre gli svelerà il
segreto della sua nascita di illegittimo. E lo stesso ci chiediamo noi
di Adolf Hitler: chi è? Chi lo ha generato? Da dove viene il lupo Fenrir
che, nelle mitologie nordiche, a un certo punto del Tempo spezzerà la
catena per irrompere schiumando di rabbia e annunciare la fine del
mondo? Questo noi ci domandiamo, consapevoli che, se si comincia a
spiegare, a rispondere alla domanda "perché?", si finisce per correre il
rischio di giustificare. Il romanzo di Genna connette i fatti più
risaputi con elementi poco noti. Dal labirinto familiare da cui
fuoriesce il piccolo Hitler, con deliri di grandezza e improvvise
abulie, all'esperienza limite dell'umanità disfatta nel gorgo di
Männerheim, l'ostello per poveri e criminali dove passa anni da
nullafacente; l'esposizione al fuoco e ai gas della Prima guerra
mondiale al ricovero in ospedale; dal rapporto incestuoso con la nipote
Geli Raubal al comporsi dell'abominevole, grottesca corte dei suoi
scherani.
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI di P. Giordano
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci.
È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della
colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai
compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce
fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al
fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in
inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella,
Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai
suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li
invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con
la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con
le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco
nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le
loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti,
eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i
matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai
abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna
momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta
emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.
E altri ancora come:
TI RICORDI DI ME? di S. Kinsella; LUISITO di S. Tamaro; L'ULTIMA DEL
DIAVOLO di P. Buttafuoco; LA PARRUCCHIERA DI KABUL di D. Rodriguez, etc.
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